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Ecco la riforma universitaria

Settembre 24, 2009 on 9:43 am | In Università | 1 Comment

- FUSIONI TRA ATENEI PER ABBATTERE COSTI: Sara’ possibile fondere o aggregare, su base federativa, universita’ vicine, anche in relazione a singoli settori di attivita’, per aumentare la qualita’, evitare duplicazioni e abbattere i costi.
- BILANCI PIU’ TRASPARENTI: I bilanci delle universita’ dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza (attualmente non calcolano, ad esempio, la base di patrimonio degli atenei). Debiti e crediti saranno resi piu’ chiari secondo criteri nazionali concordati tra i ministeri Istruzione e Tesoro.
- DIMEZZATI SETTORI DISCIPLINARI: I settori scientifico-disciplinari passeranno dagli attuali 370 a circa la meta’ (con una consistenza minima di 50 ordinari per settore). La sforbiciata punta anche a evitare che cordate ristrette abbiano troppo potere. E’ poi prevista una delega al ministro per riorganizzare i dottorati di ricerca.
- PER RETTORI MANDATO MASSIMO DI 8 ANNI: Alla base della riforma della governance c’e’ l’adozione di un codice etico per evitare incompatibilita’ e conflitti di interessi legati a parentele. Per quanto riguarda i rettori e’ previsto un limite massimo complessivo di 8 anni per il loro mandato (inclusi quelli gia’ trascorsi prima della riforma). Ci sara’ una distinzione netta di funzioni tra Senato accademico e Cda: il Senato avanzera’ proposte di carattere scientifico, ma sara’ il Cda ad avere la responsabilita’ chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione anche delle sedi distaccate. Sara’ ridotto il numero di membri sia del Senato (al massimo 35 contro gli oltre 50 di oggi) sia del Cda (11 invece di 30) ”per evitare organi pletorici e poco responsabilizzati”. Il Cda avra’ il 40% di membri esterni e sara’ rafforzata la rappresentanza studentesca (questo anche nel senato). Un direttore generale prendera’ il posto dell’attuale direttore amministrativo e avra’ compiti di grande responsabilita’, insomma sara’ un vero e proprio manager dell’ateneo. Infine, il nucleo di valutazione d’ateneo sara’ a maggioranza esterna (per garantire una valutazione imparziale) e sara’ semplificata la struttura interna degli atenei.
- SCATTI STIPENDIALI SOLO A PROF MIGLIORI: Una commissione nazionale (con membri italiani e per la prima volta anche stranieri) dovra’ abilitare coloro che sono ammessi a partecipare ai concorsi per le varie fasce. Saranno valutate le capacita’ e il curriculum sulla base di parametri predefiniti. Le universita’ potranno assumere solo coloro che saranno riconosciuti validi dalla commissione. Vengono previsti incentivi economici al trasferimento per i docenti al fine di rendere concretamente possibile la mobilita’, con procedure semplificate per i docenti di universita’ straniere che vogliono partecipare alle selezioni per posti in Italia. I professori a tempo pieno dovranno lavorare 1.500 ore annue, di cui almeno 350 per docenza e servizio agli studenti. Scatti stipendiali solo ai prof migliori: si rafforzano le misure annunciate nel DM 180 in tema di valutazione biennale dell’attivita’ di ricerca dei docenti; in caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e non si puo’ partecipare come commissari ai concorsi.
- DIRITTO ALLO STUDIO: Delega al governo per riformare organicamente la legge 390 del 1991, in accordo con le Regioni, con l’obiettivo si spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli studi superiori e mobilita’. (ANSA).

Continuano le proteste… ed io continuo a dissociarmi

Novembre 10, 2008 on 9:22 am | In Università | No Comments

Ormai le proteste nelle Università italiane sembrano essere diventate più un passatempo che un qualcosa di veramente costruttivo. Faccio l’esempio della mia realtà, quella di Napoli : la facoltà di lettere è occupata da giorni, ma a quanto pare anzichè occuparsi realmente dei problemi e magari informare gli studenti riguardo il Decreto, i capirivolta pensano a portare il vino ed a divertirsi.. alla faccia della protesta costruttiva! Come se non bastasse la situazione all’Orientale è ancora peggio : hanno bloccato praticamente tutti i corsi e le sessioni d’esame (mia sorella è prossima alla laurea e non le hanno fatto sostenere un esame che stava preparando da due mesi, ora chi la risarcirà del danno?) ed addirittura coloro che hanno fallito l’occupazione di molte Facoltà della Federico II vanno a dare una mano a questi altri facinorosi che dalle voci che mi sono giunte sembra si portino anche i loro cani appresso ( per la serie dopo ci vorrà una bella disinfestazione visto come stanno riducendo le aule in questi giorni)…. Ma il punto ora è questo : la protesta delle scorse delle settimane era legittima e siamo d’accordo (anche se per niente condivisibile), hanno contestato e chiamato in tutti i modi il Ministro dell’Istruzione, hanno fatto il tutto anche con la dovuta goliardia che contraddistingue il mondo giovanile ed hanno anche cercato (anche se pochi) di vedere anche il lato positivo di questo decreto, ma ora cosa cavolo continuano a protestare?
Vorrei ricordare ai miei colleghi universitari che il blocco dei corsi, delle sessioni d’esame e quant’altro non può che essere uno svantaggio per tutti noi (questo si che è un problema, altro che Università che diventano Fondazioni..) ; capisco magari quelli lì che protestano al liceo, loro almeno se continuano è perchè così si saltano un bel pò di giorni di scuola, ma noi universitari ci rendiamo conto o no che tutta questa pagliacciata della protesta ad oltranza è solo un danno e non un bene?
Il Decreto è stato ormai approvato ed il Ministro Gelmini a mio parere ha dimostrato tutta la sua disponibilità a dialogare con noi (nonostante a mio parere ciò non sia meritato), ora è giunta l’ora di tornare a fare il nostro vero lavoro, quello di essere studenti che vogliono prendersi una laurea e magari costruirsi un futuro.. quelli che continuano ad ostacolarlo sono coloro i quali nella vita hanno fallito da un bel pò..
In alto i cuori!

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